La Quiete della Mente – Jiddu Krishnamurti

Che cosa significa davvero essere consapevoli? Gli incontri con innumerevoli ricercatori spirituali di tutto il mondo diventano, nel racconto di Krishnamurti, dialoghi e storie senza tempo, che esplorano la natura dell’esperienza, dell’indagine interiore, della mente religiosa e meditativa, della spiritualità.
Sessanta conversazioni finora inedite con quanti desideravano incontrarlo, ricostruite e trascritte da Krishnamurti stesso: colloqui privati che hanno avuto luogo tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta. Che cos’è la consapevolezza? Perché esiste il conflitto? Può essere superato? La mente dell’uomo può davvero divenire quieta? Sono alcune questioni poste dagli interlocutori, cui Krishnamurti risponde con la consueta modalità dialogica.
Il libro è diviso in tre parti: nella prima parte, Vivere, si affrontano i temi del sé, della realtà interiore e della conoscenza di se stessi, del dualismo, dell’amore e della libertà. Nella seconda parte, Apprendere, è discussa l’educazione con i suoi metodi, la divergenza tra acquisizione di conoscenze e apprendimento, il significato del termine ‘intelligenza’ e le caratteristiche fondamentali di un apprendere che abbia autentico valore. Nella terza parte, Meditare, sono trattate le questioni relative al sacro, alla mente religiosa e meditativa. La consapevolezza e il movimento della vita erompono nella loro verità e pienezza. E con esse il senso della meditazione.
Ogni capitolo è introdotto oppure concluso con le descrizioni della natura e dei paesaggi in cui Krishnamurti si trova a viaggiare, incantevoli dipinti tracciati da un uomo che parlava di “vedere senza distorsione alcuna, senza frammentazione, vedere integralmente, con lucidità, con ciò che implica la parola integro, che è santità. E vedere la verità di ogni cosa, senza il filtro della propria verità o peculiarità e senza alcuna distorsione. Questo pone fine a ogni scelta e dunque a ogni sforzo”.

Jiddu Krishnamurti nacque nel 1895 in India, vicino a Madras, e morì nel 1986 in California.
E’ stato uno degli uomini più profondi e illuminati, che ha ispirato migliaia di persone in ogni parte del mondo. Purtuttavia ha sempre vissuto rifiutando l’etichetta di guru, per incoraggiare la ricerca della libertà e della comprensione interiore.
S’incontrava con la gente non per insegnare, ma per capire, per esplorare insieme il significato dell’esistenza dell’uomo e del mondo.
Ciò su cui più insisteva era il concetto secondo cui la verità è una “terra senza sentieri” e non la si può raggiungere attraverso un sistema istituzionalizzato, sia questo una religione, una filosofia o un partito politico. Questo suo fervido pensiero traspare anche dalla volontà di rifiutare qualsiasi cittadinanza e appartenenza ad organizzazioni o religioni.